INCONTRO CGIL-PARLAMENTARI PD: È ORA DI CAMBIARE LE POLITICHE DEL LAVORO

3 Marzo 2017

L’onorevole Antonella Incerti lo ha ammesso davanti ad un centinaio di delegati  e sindacalisti nella sala Di Vittorio della CGIL, la mattina di venerdì 3 marzo: “I dati dell’Istat sul lavoro non sono per nulla soddisfacenti e ci preoccupa molto la ripresa della disoccupazione nella fascia dei più giovani, tre i 18 e i 35 anni”. Niente enfasi, niente propaganda: con l’on. Incerti ha risposto all’invito della CGIL anche l’onorevole Maino Marchi ed entrambi hanno accettato un confronto vero sui temi spinosi al centro del dibattito politico e le domande non rituali poste dai delegati. Una per tutte, lanciata dal segretario del Sindacato Pensionati Marzia Dall’Aglio: “Perché la politica ce l’ha così tanto con i lavoratori e con i pensionati?”.

L’incontro è stato aperto dal segretario della Camera del Lavoro Guido Mora che ha proposto ai due parlamentari tre macro temi di riflessione: 1)Cosa succede in Parlamento attorno alla Carta dei Diritti Universali proposta dalla CGIL? E’ l’altro pezzo fondamentale, assieme ai referendum, della revisione complessiva delle norme chiesta dal sindacato per combattere la dilagante precarietà indotta dalla legislazione dell’ultimo decennio. 2)Quando deciderà il Governo la data del voto? Perché a quaranta giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale ancora non se ne ha idea e sarebbe un insulto a milioni di lavoratori impedire un dibattito profondo nel paese sui temi oggetto di quesito. 3)Il Parlamento sta discutendo eventuali proposte di modifica delle leggi esistenti: saranno di facciata o coglierete le nostre indicazioni, a partire dal ripristino di un corretto rapporto, vanificato sia dai voucher che dai subappalti, tra ore lavorate e compenso corrispondente?

A rispondere nel merito è stata l’ex sindaco di Albinea on. Incerti. In Commissione Lavoro si sta discutendo su quattro grandi temi: una nuova governance per l’INPS, la proposta di legge di revisione del diritto del lavoro avanzata dalla CGIL, i due referendum. Sui voucher Antonella Incerti si spinge ad un giudizio di merito: dobbiamo riportarli alla funzione originale, legarli a lavori solamente occasionali e in campi molto ristretti di applicazione. Con sanzioni non solo amministrative, ma che implichino anche l’assunzione a tempo indeterminato per le aziende che ne abusano. Sugli appalti la proposta di legge in Commissione prevede il ripristino integrale della responsabilità solidale delle imprese, anche nel settore privato. Maino Marchi dal canto suo segnala la difficoltà di impedire il referendum sui voucher, perché il quesito ammesso ne chiede la totale eliminazione, non la modifica. E sui tempi sposa le indicazioni della CGIL: meglio andare a giugno per consentire un serio dibattito nel paese e meglio accorpare referendum ed elezioni amministrative che interesseranno oltre mille Comuni. Un modo semplice anche per risparmiare sui costi elettorali.

Alla fine la sensazione è di un cambio di rotta politica sui temi del lavoro, almeno in una parte del principale partito di governo, che riduce le distanze tra CGIL e PD e rompe il muro del silenzio. Ma nel dialogo ci stanno anche domande difficili, come quella di Marzia Dall’Aglio o come l’altra posta dal funzionario Mauro Veneroni: “Se non c’erano i referendum della CGIL, avreste ammesso come fate oggi che le leggi vanno migliorate e cambiate?”

C’è tempo per rispondere, ma almeno il dialogo è aperto.

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